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Il Liceo Mazzini premia le sue eccellenze

Riconoscimenti per 18 ragazzi e ragazze che hanno ottenuto il massimo dei voti all’ultima maturità.

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Genova, il liceo Mazzini premia le sue eccellenze
(da Il Secolo XIX del 26/2/2026)

Una cerimonia sobria ma sentita che ha visto protagonisti 18 tra ragazzi e ragazze che hanno ottenuto il massimo dei voti (100 o 100 e lode) all’ultimo esame di Stato.
L’evento si è tenuto nell’aula magna del liceo classico Mazzini di Sampierdarena, dove la dirigente scolastica Monica Pasceri ha voluto elogiare gli studenti.
«Oggi non celebriamo soltanto dei voti: celebriamo delle scelte. La perseveranza, la disciplina, il coraggio di puntare in alto quando sarebbe stato più semplice accontentarsi. Dietro i 100 c’è la fatica delle mattine difficili, delle versioni di greco che sembravano impossibili, delle traduzioni in lingua straniera che non volevano saperne di tornare, delle interrogazioni temute, dei dubbi, delle cadute, e della forza di rialzarsi».
«E permettetemi di dirlo con chiarezza: in un tempo in cui spesso si parla di scuola solo per evidenziarne i problemi, oggi noi siamo qui a dimostrare che la scuola è ancora — e soprattutto — il luogo dove il talento incontra il lavoro, e il lavoro diventa eccellenza. Questa non è una vittoria individuale. È una vittoria collettiva».
La preside ha voluto anche sottolineare il ruolo della collettività scolastica: «È la vittoria dei docenti che hanno accompagnato, spronato, corretto, incoraggiato. È la vittoria delle famiglie che hanno sostenuto nei momenti di stanchezza e di dubbio. È la vittoria di una comunità scolastica che crede ancora nel valore della serietà, del merito, della responsabilità».
«L’eccellenza non è élite. L’eccellenza è esempio. Il 100 non è un punto di arrivo. È una promessa che fate a voi stessi di non smettere di pretendere il meglio dalle vostre capacità. Il mondo che vi aspetta è complesso, competitivo, a volte disorientante – ha concluso Pasceri – Ma se avete imparato a studiare con rigore, a pensare con profondità e a esprimersi con chiarezza, siete già a metà del percorso. La scuola non è una gara tra persone: è una sfida con se stessi. E se oggi, uscendo da quest’aula, qualcuno penserà “anch’io posso farcela”, allora questa cerimonia avrà raggiunto il suo scopo più grande».